Un oroscopo ritrovato.

In CCAG VIII.1 (Bruxellis 1929), p. 220÷248, Franz Cumont, con il contributo di P. Boudreaux per la lettura dei codici e con la collaborazione di A. Rome per i calcoli, pubblicò nuovi capitoli ascrivibili più o meno direttamente a Retorio.[1] Gli autori di GH[2] inseriscono nella loro raccolta la parziale traduzione di un oroscopo, che si trova all'interno dell'ampio capitolo n. 14, suddiviso in sottocapitoli, ciascuno dei quali dotato di un titolo. Qui ci occuperemo del sottocapitolo intitolato “Come calcolare il lato trigonico destro di un astro posto nel VI luogo” (CCAG ibid. p. 230,9÷231,31), di cui gli autori di GH traducono poco più della metà a partire dalla r. 5 della p. 231.
Nel commento astronomico al testo retoriano, accanto al prospetto qui a lato, i medesimi autori scrivono: «Dai dati incompleti di questo oroscopo si può nondimeno dedurre come data plausibile il primo maggio 516, in accordo con l'epoca di Retorio. L'omissione di Giove e Saturno ci priva dell'elemento più importante per una data definitiva. L'esempio incompleto di CCAG 8,1 p. 229,14, che usa anch'esso il V clima, H = 12, M = 23, pone Giove a 11° Cancro. Nel maggio del 516, tuttavia, Giove era a 25° Pesci. Dobbiamo pertanto concludere che o i due esempi sono indipendenti, oppure che abbiamo a che fare con un esempio fittizio come probabilmente lo sono i nn. L 401 ed L 488 tratti da Retorio».
I due autori sembrano non aver voluto considerare una terza possibilità: che essi si siano sbagliati! Siccome nella loro prima nota a piè di pagina essi invitano il lettore a confrontare «anche gli altri frammenti dello stesso oroscopo: CCAG 8,1 p. 223,21 s., p. 227,19 s., p. 229,13, p. 230,11 s.», ove M è sempre 23° Capricorno ed H è sempre in Toro ma con lievi differenze (11°13', 11° e 12°), non possiamo trascurare un tale invito. Iniziamo, quindi, dal brano tradotto e commentato, avvertendo che gli autori non nascondono il loro disprezzo per l'astrologia.

Oroscopo 12° Ariete;[3] mediocielo 23°30' Capricorno; clima V. Sole 12° Toro; Luna 30° Bilancia; Marte 18° Toro; Mercurio 21° Toro; Afrodite, 20° Bilancia.[4] Cerco la missione direzionale (τὴν ἄφεσιν) della Luna che si trova a 30° Bilancia, cioè quando s'incontra con ciascuno di questi. (E si procede) così: ipogeo, 23°30' Cancro, tempi nella sfera retta 205°26'; Luna 29° Bilancia, (tempi) nella sfera retta 297°, eccedenza 91°34'; tempi orari notturni della Luna 16°43'; dividi 91°34' per 16°43': risultano 5 ore e mezzo circa; tali dunque sono le ore che distanziano la Luna dal centro ipogeo. Bisogna ora trovare quando la Luna si unisce al diametro del Sole. Diametro del Sole 12° Scorpione; (sua) anafora nella sfera retta 309°28'; meridiano sottera 23°30' Cancro, nella sfera retta 205°26', eccedenza 104°02';[5] tempi orari del Sole 17°21'; moltiplica i 17°21' per le 5 ore e 28 minuti temporal-locali: risultano 94°37' tempi; sottrai questi a 104°02', il resto è di 9°25'. Dico dunque che la Luna s'è incontrata per diametro col Sole in 9 anni e due mesi circa.[6]
Daccapo col diametro di Marte a 18° Scorpione; sulla sfera retta (gli corrispondono) 315°28', eccedenza rispetto all'ipogeo 110°02'; tempi orari diurni di Marte 17°38'; questi per le 5 ore e mezzo temporal-locali di distanza della Luna fanno 97° tempi;
[7] sottrai questi a 110°02', il resto è di 13°. Dico dunque che la Luna s'è incontrata con Marte per diametro dopo 13 anni, dalla quale, trascorsi questi 13 anni, Marte ha rilevato (il dominio de)i tempi, divenendo cronocratore.
Daccapo col diametro di Mercurio a 21° Scorpione, (cui corrispondono sulla) sfera retta 318°29'; consorgevano all'ipogeo 205°26', eccedenza 113°03'; tempi orari diurni di Mercurio 17°46'; questi per le 5 ore e mezzo fanno 97°43' tempi;
[8] sottrai questi a 113°03', il resto è di 15°20'. Di' dunque che la Luna s'incontra col diametro di Mercurio in 19 anni e 4 mesi.[9]

In generale, possiamo sin d'ora affermare che i numeri di questi testi hanno subito più interventi pseudo-correttivi, che ne hanno stravolto la coerenza e disorientato gli editori: ad es., la Luna, inizialmente posta a 30° Bilancia, nelle operazioni di calcolo è data a 29°! Nella prima parte di questo capitolo (CCAG VIII.1, p. 230,9÷231.4), non tradotta in GH, la carta del cielo proposta sembra essere la medesima, come del resto rilevato anche dagli stessi autori.[10] Confrontiamola:

Ipogeo 23° Cancro; Luna, nel VI luogo, 29° Bilancia; clima V. Col grado 23° del Cancro consorgono (sulla sfera retta) 207°26' tempi; con la Luna consorgono 297° tempi; l'eccedenza è di 91°44' tempi; tempi notturni della Luna 16°43'; dividi per questi i 93°40': fanno 5 ore temporal-locali e mezzo circa, che distanziano la Luna dall'antimeridiano sotterra.

Notiamo subito che: (1) la Luna è sempre a 29° Bilancia; (2) con essa consorgono 297°; (3) i suoi tempi orari notturni sono 16°43'. La corrispondenza di questi tre dati assicura che la carta del cielo è la medesima. Gli altri dati vanno corretti: (1) stando alle tavole tolemaiche[11] con l'ipogeo consorgono 205°26', non 207°26', onde l'ipogeo è a 23°30' Cancro, non a 23°; (2) l'eccedenza è di 91°34', non 91°44'; (3) l'ora (16°43') è il divisore di 91°34' non di 93°40'! Alla negligenza dei copisti si è anche aggiunta l'incomprensione degli editori (in particolare di A. Rome, cf. apparato!).
Sotto l'aspetto astrologico, importantissimi sono i calcoli, che hanno messo in imbarazzo gli editori... Nel seguito della traduzione poniamo tra parentesi quadre il dato più preciso:

Al diametro della Luna consorgono (nella sfera obliqua) 17° [16°55'] gradi;[12] togli 120 tempi del lato trigonico: il resto (è) 257° [17°-120° = 257°]. (Sorgendo nella sfera obliqua,) a lato di questi gradi [ossia 30° Scorpione (più precisamente 0° 06' Sagittario)] contro-tramontano[13] per diametro 30° Toro [0°06' Gemelli]. In questa posizione, dunque, il grado 30 del Toro [0°06' Gemelli] è il lato trigonico destro della Luna.

Quel che segue ha paralizzato la comprensione dei copisti, prima, e degli editori, dopo. Ecco il testo:

πάλιν, συναντιμεσουρανεῖ ἡ Σελήνη Ζυγοῦ μοί(ραις) κθ'. χρ(όνοι) σϟζ΄. ἄφε(λε) ρκ', τὴν τριγωνικὴν πλευράν, λοιπ(ὸν) χρ(όνοι) ροζ'. ταῖς δὲ ροζ' μοίραις συμμεσουρανοῦσι Διδύμων κζ'· κατὰ τὴν θέσιν ἄρα ταύτην ἡ τῶν Διδύμων μοῖ(ρα) κζ' τριγωνική ἐστι τῇ Σελήνῃ· ὑπεροχὴ τῶν β' θέσεων μοῖ(ραι) κη'. ὧν τὸ ἕκτον διὰ τὸ ἑξάωρον γίνονται χρ(όνοι) δ' μ'. τὰ δ' μ' πολυπλασίασον ἐπὶ τὰς καιρικὰς ὥρας· γίν(ονται) χρ(όνοι) κϛ'. ταῦτα πρόσθες τῷ ἥττονι, τουτέστι τῇ τοῦ Ταύρου μοίρᾳ λ', γίν(ονται) <Διδύμων> κϛ' τρίγωνον δεξιὸν Σελήνης.

Πάλιν significa 'daccapo', cioè: rifacciamo gli stessi calcoli, ma sulla sfera retta. Se sulla sfera obliqua 29° Ariete, opposto alla Luna, dava 17°, lo stesso grado sulla sfera retta dà 117°. A 17° avevamo sottratto 120° col risultato di 257°, che sulla sfera obliqua corrisponde a 30° Scorpione, cui si oppone 30° Toro: prima posizione (πρώτη θέσις). Ora facciamo lo stesso: togliamo 120° a 117° col risultato di 357°, cui si oppone il grado 177° che nella sfera retta corrisponde a 28° Gemelli, che è la seconda posizione (δευτέρα θέσις). Qualche sprovveduto, non riuscendo a venirne a capo, ha infilato 297° dopo il grado della Luna, senza sapere che all'inizio il calcolo era stato spostato nell'emisfero orientale, per la semplice ragione che le tavole sono compilate per le ascensioni non per le discensioni. Non solo, se cerco 29° Bilancia nella tavola delle ascensioni sulla sfera retta, trovo che consorgono (συμμεσουρανοῦσι) 297°, ma il testo dice συναντιμεσουρανεῖ; in altre parole chi ha stravolto il testo per non averlo compreso, ignorava del tutto questo dettaglio! Quindi, a un dipresso l'inizio va così corretto: πάλιν, συναντιμεσουρανεῖ τῇ Σελήνῃ Κριοῦ μοῖ(ρα) ριζ΄· ἄφε(λε) ρκ', τὴν τριγωνικὴν πλευράν, λοιπ(ὸν) χρ(όνοι) τνζ'· κατὰ διάμετρον ὁρθῆς σφαίρας ροζ'· ταῖς δὲ ροζ' μοίραις συμμεσουρανοῦσι Διδύμων κζ' κλπ. Segue la traduzione:

Daccapo (sulla sfera retta), contro-sorge alla Luna il grado 117° [116°53'] Ariete; togli 120° del lato trigonico e il resto sono 357° [356°53'], all'opposizione sulla sfera retta sono 177° [176°53']; con questi 177° gradi consorgono 28° Gemelli. L'eccedenza tra le due posizioni è di 28°[27°10'] per il quadrante di 6 ore; un sesto fa 4°40' [4°31'40”]; moltiplica per la distanza oraria della Luna, 5h28m, e fa 25°(31') [24°45']; aggiungili al numero minore, cioè 30° Toro [0°06' Gemelli] e fanno 25° [24°51'] Gemelli, dove cade il trigono destro della Luna.


Ora passiamo al frammento ove si cita la posizione di Giove (p. 229,11÷230,8), il cui titolo è “Come trovare il lato trigonico destro di un astro sito nel terzo luogo”:

Oroscopo 12° Toro; mediocielo 23° Capricorno; clima V. Giove 11° Cancro; consorgono con 23° Capricorno 24°54'; tempi consorgenti con 11° Cancro 192° tempi; eccedenza 167°; tempi orari diurni di Giove 18°39', che a partire dal quadrante di sei ore sopra la terra [ossia semiarco diurno] fanno 112° tempi [111°56']; sottrai questi a 167°, resto 55° [55°04']. Tempi orari notturni di Giove 11°21' [ossia 30°-18°39'=11°21']: dividi per questi i 55°12', ed avendoli divisi (καὶ μερίσας), risultano 4 ore temporal-locali e mezzo +⅓ circa. Dunque Giove dista dall'oroscopo 4+½+⅓ ore temporal-locali circa. Coascendono (nella sfera obliqua) con Giove 80°(03'); togli da questi 120° del trigono destro: resto 320°. A 320° coascendono (nella sfera obliqua) 29° Capricorno. In questa posizione dunque si colloca il lato destro trigonico di Giove, (ossia) 29° Capricorno. (Abbiamo detto più sopra che nella sfera retta) consorgono con Giove 192°; sottrai 120° del lato trigonico; il resto è 72°; con questi 72° coascendono (nella sfera retta) 11° Pesci. In questa posizione dunque il lato destro trigonico rispetto a (πρὸς τὸν) Giove si posiziona a 11° Pesci. Eccedenza tra le due posizioni, 42°; il sesto di questi è 7°; moltiplica il 7° per 4°51' ore temporal-locali, che distanziano Giove dall'oroscopo: fanno 33°57' tempi; aggiungi questi ai 29°, risultano 63°; cedo dunque 30° al Capricorno e 30° al Mescitor-d'acqua e (il computo) termina a 3° Pesci, e a 3° Pesci si colloca il trigono (destro) di Giove.

Il testo di questo capitoletto è stato sicuramente raggiustato da un copista più dotto; lo si capisce dall'insieme che scorre senza intoppi, ma in particolare dal καὶ μερίσας e dal πρὸς τὸν (Δία), che conferiscono un tono più letterario.

Resta da considerare il frammento in cui è data la posizione di Saturno (CCAG VIII.1 p. 224,15). Il capitoletto (pp. 223,18÷226,25) s'intitola “Come si trovano le 6 ore che distanziano l'oroscopo dall'una e dall'altra parte e del mediocielo e del tramontante”. Nella parte iniziale (p. 223,21÷p. 224,12) è esposto il procedimento per il calcolo delle ore temporal-locali dei quadranti, partendo dai seguenti dati: Clima V; oroscopo 11°13' Toro; mediocielo 23° Capricorno. L'anafora in detto clima di 11°13' Toro è di 24°54' [più precisamente 52'] tempi; (ascensione) di 11°13' Toro nella sfera retta, 128°42'. L'editore sembra far terminare il primo esempio alla riga 28 della p. 224, ma l'esposizione termina in realtà a p. 225,21. Partiamo dall'inizio (r. 13).

Si ponga ora come afeta l'oroscopo a 12° Toro; mediocielo 23°30' Capricorno;[14] tempo anaforico sulla sfera (retta) 25°26'; Saturno a {9}7°46'.[15] Bisogna trovare dopo quanti tempi il lato <esagonale> seguente di Saturno incontrerà l'afeta, cioè 12° Toro. Presi i gradi che consorgono con Saturno sulla sfera retta, 97°07', tolti dai quali i 25°26' gradi del Capricorno che consorgono, il resto (sono) i gradi rimanenti dell'eccedenza [λοιπὸν μένουσαι τῆς ὑπεροχῆς μοῖ(ραι)] 71°41'. (Sappiamo che) l'afeta dista dal mediocielo 104°02' tempi.[16] Saturno, dunque, dista dall'oroscopo 32°21'. I (suoi) tempi diurni nel clima dato sono 15°26'; divido 71°41' per 15°26': risultano 4h+½+¹/12+¹/15 (= 4h 39m).[17] Siccome cerco quando il grado esagono seguente di Saturno si congiunge all'afeta, ai 97°07' di Saturno (consorgenti) al mediocielo aggiungo i 60° del lato esagono, e fanno 157°07', circa 9° Gemelli [8°58']. Dunque il lato esagono seguente di Saturno si pone lungo la sfera a 9° Gemelli circa.
Daccapo (sulla sfera obliqua): a Saturno nel quinto clima corrispondono tempi anaforici di 4°26' circa
[4°24']. A questi aggiungo 60° per cercare l'esagono: fanno 64°; e ai 64° (di ascensione obliqua) corrispondono 27°0' Gemelli circa.[18] Il lato esagono seguente di Saturno in questa posizione dell'oroscopo[19] detiene[20] 27°0' Gemelli circa, ma secondo quella del meridiano esso cade a 9° Gemelli circa. Nel quadrante di sei ore la prima posizione differisce dalla seconda di 18°. Ad ogni ora, dunque, ciascuna posizione susseguente differirà (dalla precedente) di 3° gradi. Saturno dista dal meridiano 4 ore temporal-locali +½+¹/12+¹/15 circa. Saturno accumula una differenza, rapportata a 4 ore +½+¹/12+¹/15, di 14° circa.[21] Questi 14° gradi sómmali al precedente grado suo prioprio dei Gemelli, cioè al grado 9°: risultano 23° Gemelli. Li aggiungo perché i 9° gradi esagoni della sfera retta sono inferiori ai 27° Gemelli oroscopici [scil. della sfera obliqua]; se i gradi della sfera retta fossero stati maggiori, i 9°, li avremmo sottratti. Muoviamo la sfera lungo i (segni) seguenti, finché non si giunga al lato esagono di Saturno a 23° Gemelli. Siccome afeta è l'oroscopo a 12° Toro, utilizzeremo le anafore dell'oroscopo e troveremo i tempi, quelli dell'esagono, che ricoprono 24°3' circa [?!]. Possiamo, dunque, svelare che dopo 24°44' [?!] anni il lato esagono di Saturno si congiunge al luogo.

Dobbiamo commentare quest'ultimo periodo, per dimostrare che né l'editore, né Adolphe Rome hanno capito il testo. Stabilito che il lato esagono di Saturno cade a 23° Gemelli, il testo sottolinea che sono da utilizzare le anafore dell'oroscopo. Ma nessuno si chiede da dove sbuchino i 24°3', che nella frase finale diventano 24°44'. L'editore in apparato si chiede se si debba leggere 24°44' in luogo di 24°3'. Rome non commenta. Orbene, se vanno utilizzate le anafore, è palese che all'anafora dell'esagono di Saturno (60°9' secondo le tavole) va sottratta l'anafora dell'afeta, ossia 12° Toro (25°26' secondo le tavole), la cui differenza risulta di 34°43', non già 24°44'. Di qui, 24°3', è sicuramente l'errore di un copista, forse di due: uno, tralasciando una lettera, ha scritto 34°3', l'altro l'ha modificato in 24°3' sulla base del 24°44' che segue; ma entrambi sono da correggere in 34°43'.

E, finalmente, possiamo tornare al commento astronomico citato all'inizio. Ebbene, è davvero sorprendente che gli autori di GH, pur avendo rilevato che nel frammento di p. 229 è data la posizione di Giove a 11° Cancro, non abbiano notato che nel seguito del primo frammento (p. 224,15) vien data anche la posizione di Saturno a 97°46' che è – come abbiamo visto – un palese errore per 7°46' Ariete. Con questi ulteriori dati possiamo datare con sicurezza l'oroscopo al 5 maggio del 437 e se consideriamo le posizioni planetarie secondo l'ayanamsha di Lahiri noteremo come tutte le posizioni corrispondano.
Qui a lato proproniamo la carta del cielo compilata da SolarFire. Le coordinate sono quelle tolemaiche. Siamo partiti dal Mediocielo a 23°30' Capricorno, affinché alle 4h54m43s ora locale del 5 maggio 437, Sole e ascendente (l'afeta) coincidessero. Notiamo che la Luna è alla fine della Bilancia; Saturno 7°54' Ariete; Giove 11°06' Cancro; Marte 17°49' Toro; Venere 22°05' Gemelli; Mercurio 16°24' Toro. L'ascendente, invero, è più vicino ai 13° che non ai 12° dati dal testo,[22] ma la posizione della Luna obbliga a non cambiare data. La sola posizione che differisce di 4° circa da quella data da Retorio è la posizione di Mercurio retrogrado; siccome, però, le effemeridi non offrono una garanzia assoluta, la corrispondenza di tutti gli altri luoghi, consente di affermare che l'oroscopo non è fittizio e che la datazione al 437 (non al 516!) è fuori questione.
Il commento astrologico degli autori di GH è ancor più divertente perché non v'è alcun commento astrologico, ma solo due formule inutilmente complesse che non spiegano nulla sui calcoli effettuati dall'astrologo.
Nel calcolare le direzioni Retorio utilizzava soltanto due tavole: la tavola delle anafore sulla sfera retta[23] e la tavola delle ascensioni sulla sfera obliqua relativa al clima della località di nascita, la quale tavola, a fianco dell'ascensione obliqua per ogni singolo grado d'eclittica, dava anche l'ora temporal-locale. Nient'altro. La prima conseguenza è che gli aspetti – congiunzione, sestile, quadrato, trigono – non erano calcolati geometricamente sull'eclittica, bensì in base alle ore temporal-locali degli astri e/o dei luoghi coinvolti, sicché il sestile equivale a 4 ore, il quadrato a 6 ore, il trigono a 8 ore. La seconda conseguenza è che gli anni erano contati sull'equatore, non sull'eclittica. E questo valeva anche per la domificazione, di cui parleremo in un prossimo articolo.







Tavola tolemaica delle anafore sulla sfera retta secondo l'edizione citata (v. nota 11).
I valori sono approssimati ai minuti primi. I numeri in grassetto marrone corrispondono al calcolo di Excel secondo la regola che i secondi da 1 a 30 lasciano invariati i minuti, mentre i secondi da 31 a 60 determinano un'approssimazione per eccesso dei minuti. I numeri in nero chiaro rappresentano un'approssimazione scorretta, mentre i numeri in grassetto verde, che sono una nostra aggiunta, rappresentano l'approssimazione corretta dei primi. I numeri evidenziati in giallo (esclusi 6° Gemelli e 30° Sagittario) sono errori dei copisti, non attribuibili a Tolemeo, quindi da correggere. Lo studente potrà prepararsi da sé la tavola delle ascensioni sulla sfera retta, calcolando l'ascensione retta del grado eclittico secondo la formula solita (tanα = cosε · tanλ, ove α è l'ascensione retta, ε l'inclinazione dell'eclittica ed λ la longitudine) + 90°, ed otterrà l'ascensione obliqua dell'ascendente con al mediocielo il grado eclittico di partenza. Ad es., il secondo grado eclittico dei Gemelli dà un'anafora di 149°50' (v. tavola): ciò significa che, trovandosi il mediocielo a 2° Gemelli, l'ascensione obliqua dell'ascendente è di 149°50' indipendentemente dalla latitudine del luogo. Per trovare il grado eclittico corrispondente a 149°50', occorre cercare nella tavola delle ascensioni oblique del clima o luogo di nascita prescelto su quale riga si trova 149°50': nel clima dell'Ellesponto si trova tra il 6° e il 7° Vergine: quindi, per interpolazione lineare, (150°52'-149°36) : (149°50'-149°36') = 60' : x, ove x = 11' che sommati a 6°, darà 6°11' Vergine, esatta posizione dell'ascendente.


NOTE.

[1] Ad eccezione dei capp. 12 (già tradotto in GH p. 138 ss.) e 13, questi importanti testi non sono inclusi nella traduzione di James H. Holden, Rhetorius The Egyptian, Astrological Compendium, Tempe (AFA, Inc.) 42009.

[2] Cf. O. Neugebauer and H. B. van Hoesen, Greek Horoscopes, Philadelphia 1987, p. 157 s.

[3] Gli autori di GH correggono con ragione il testo ed accolgono la lezione del cod. V che ha Toro anziché Ariete.

[4] Gli autori annotano: «Questo è ovviamente impossibile se il sole è in Toro. Il frammento di p. 227,19 s. dà 21° ♊ che è in trigono a 2[1]° Bilancia. Si potrebbe anche pensare a 20° ♈, in posizione diametralmente opposta. I calcoli non confermano né l'una né l'altra di queste possibilità (risultando a 0° ♈). Inoltre insinua dubbi il fatto che Venere sia stata omessa dall'indagine astrologica». Gli autori non hanno considerato che, essendo già in uso i simboli e che il segno dei Gemelli era rappresentato da due righe orizzontali (═), una qualunque irregolaità della linea superiore avrebbe potuto indurre un copista incompetente a leggervi il segno della ♎.

[5] 104°02' è in realtà il semiarco diurno del Sole, che si ricava dalla differenza tra l'asc. retta del MC e l'asc. retta dell'oroscopo.

[6] I calcoletti di Rome in apparato lasciano esterrefatti. Siccome 17°21' × 5h28m non fa 94°37' – e l'errore non può essere attribuito a Retorio –, occorre correggere in 94°47', che sottratti a 104°02' fanno 9°15', cioè 9 anni e tre mesi.

[7] Anche questo risultato è molto approssimativo, perché col diametro del Sole era stato precisato che la distanza era di 5h28m, ma la sottrazione che segue s'accorda con 97°.

[8] Il risultato è corretto per 5 ore e mezzo, non per 5h e 28m.

[9] Anche qui vi è un errore (19 anziché 15) di cui l'editore non s'è accorto!

[10] V. supra.

[11] Cf. Anne Tihon, Πτολεμαίου Πρόχειροι Κανόνες, Les Tables Faciles de Ptolémée, vol. 1a, Louvain-la-Neuve 2011; il vol. 1b, con trascrizione e commento, è curato da Raymond Mercier. Il secondo volume è stato annunciato per il 2026. Si tratta di una splendida edizione; il solo neo è la traduzione di πρόχειρος con facile, che non è della Tihon, ma fu imposta da Adolphe Rome in polemica con l'abate Halma, che aveva tradotto con manuelle; πρόχειρος non significa 'facile', bensì 'di pronto utilizzo' (in francese si potrebbe dire sous la main). Prima di questa encomiabile edizione, cui facciamo riferimento, la tavola delle ascensioni nella sfera retta, che qui interessa, era stata pubblicata dal citato abate Halma (Paris 1822).

[12] Il testo greco secondo gli editori è: οἱ συνανατέλλοντες τῇ διαμέτρῳ Σελήνῃ μοί(ρᾳ) <Κριοῦ κθ' χρόνοι> ιζ'; l'integrazione è inutile e, stando alle evidenti manipolazioni di questi testi, noi leggeremmo αἱ συνανατέλλουσαι τῇ διαμέτρῳ τῆς Σελήνης μοῖ(ραι) ιζ', i gradi che (nella sfera obliqua) consorgono col diametro della Luna (sono) 17.

[13] Il verbo ἀποδύνω, nel senso di δύνω, tramonto, ricorre solo qui.

[14] Interpolando dalle tavole tolemaiche si rileva che con 23°30' Capricorno ascendono 25°25'40”. Orbene, nel V clima l'anafora di 25°25'40” corrisponde a 12°01'27” Toro. Rome afferma in apparato che il mediocielo è a 23°33', non 30', e che l'errore è di Retorio. In realtà, Retorio ha arrotondato i valori senza alcun errore.

[15] Il 9 va espunto. Se, infatti, l'ascensione di Saturno sulla sfera retta – come viene precisato poco dopo – è 97°07', la posizione di Saturno non può che essere a 7°46' Ariete.

[16] L'autore dà per noto questo dato in base al procedimento illustrato all'inizio del capitolo. Il Rome, che chiama erroneamente ascensio recta l'ascensione sulla sfera retta, afferma che quella di 12° Toro dovrebbe essere 129°29', ma è contraddetto dalle Tavole tolemaiche.

[17] Ossia, 4h+30m+5m+4m.

[18] Retorio potrebbe sembrare molto impreciso, ma l'ascensione obliqua di 27° Gemelli è dalle tavole 64°21' e all'asc.obl. di 64°26' corrispondono, sempre utilizzando le tavole tolemaiche, 27°03'. Al solito, A. Rome in apparato espone pignolerie sterili.

[19] Quanto all'espressione κατὰ ταύτην τὴν θέσιν τοῦ ὡροσκόπου va notato che non equivale a κατὰ τὴν θέσιν τούτου τοῦ ὡροσκόπου; lo stesso dicasi di κατὰ δὲ τὴν τοῦ μεσουρανήματος.

[20] Il testo greco del cod. V ha ἐπέχει, che il cod. P omette. L'editore, per chissà quale ragione, corregge in ἀπέχει. È davvero sorprendente!

[21] In realtà sono 13°57' (18°/6h ×4h39m), ma in un esempio esplicativo la discrepanza è trascurabile.

[22] Dacché il frammento di CCAG VIII.1, p. 223, pone l'ascendente a 11°13', è legittimo il dubbio che quel 13 sia l'esito dell'ennesimo pasticcio opertato dai copisti.

[23] Nell'articolo La domificazione secondo Retorio diamo questa tavola calcolata da Excel tenendo conto dell'iclinazione tolemaica dell'eclittica (23°51'20”).


[Dorno, 18 luglio 2026]

© Franco Luigi Viero

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